Esplorata un'antica cisterna nel centro storico di Castellana-Grotte

16.11.2003

Esplorata un’antica cisterna nel centro storico di Castellana-Grotte

Foto D. Lovece Su segnalazione di Angelo Totaro, pluriennale collaboratore del GPG e anima del Ce.Ri.Ca. - associazione castellanese da sempre impegnata nella salvaguardia delle eredità culturali dei nostri luoghi - il 18 febbraio 2004 Gaetano Proietto, Leonardo Piccolo, Pierluca Salvia, Domenico Sgobba e Daniela Lovece hanno effettuato un sopralluogo in un antico locale del centro storico di Castellana-Grotte. Nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione, infatti, era stata rilevata la presenza di un pozzo-cisterna in secca.

L’ambiente, uno dei cosiddetti sottani, è situato a circa due metri di dislivello rispetto al piano stradale; vi si accede attraverso una breve scalinata. Le volti a botte e le pareti in pietra sono ben conservate. Il pavimento è costituito da ottime chianche - lastre della locale pietra calcarea - di medie dimensioni. Sin dall’imbocco, vi è stata l’immediata percezione di trovarsi di fronte alla sezione di un’opera ben più vasta.

La mancanza di attacchi naturali per attrezzare la discesa e l’impossibilità di praticare fori nei muri - visto il valore storico e culturale del locale - hanno causato incertezze iniziali.
In seguito, si è fatto ricorso ad un trabattello adoperato dagli operai dell’impresa incaricata dei restauri; si tratta di un ponteggio mobile di ferro con tubi portanti piuttosto solidi.
Ancorata la corda al tubo di ferro, Gaetano si è calato nella cisterna per primo ed ha raggiunto il fondo, situato a circa cinque metri dal livello di calpestio del locale.

Foto D. Lovece L'ambiente si è rivelato più angusto del previsto, il fondo era appena umido, ma ingombro di detriti, ceramiche e boccali di metallo. Raggiunto da Leonardo, Gaetano ha proceduto alla raccolta dei dati per il rilievo della cisterna. La parte sommitale della struttura reca le tracce di una canalizzazione risalente verso l'alto, atta - probabilmente - a consentire agli abitanti dei piani superiori di attingere acqua dalla cisterna.

Lungo le pareti del pozzo, strati di bolo rosso scuro si alternano all’accurata opera muraria.
A metà altezza, chiaro si delinea un arrivo laterale regimentato da una condotta di terracotta.

Stupisce l’esiguità della struttura sotterranea, rispetto al numero di abitanti che, con ogni probabilità, dovevano abitare l’edificio.
Come si sa, sino agli anni Cinquanta, in venti metri quadrati potevano vivere stabilmente dalle cinque alle sette persone. L’amara riflessione sorge spontanea: evidentemente, il fabbisogno idrico pro-capite del passato era distante anni luce dall’uso, e dallo sconsiderato spreco, odierno.

Daniela Lovece
Gruppo Puglia Grotte