23 gennaio 1938 - 23 gennaio 2004 - 66° anniversario della scoperta delle Grotte di Castellana

16.11.2003

23 gennaio 1938 - 23 gennaio 2004
66° anniversario della scoperta delle Grotte di Castellana

Anche in occasione di questa sessantaseiesima edizione, l’anniversario della scoperta delle Grotte di Castellana è stato ricordato con un susseguirsi di eventi; da venerdì 23 a domenica 25 gennaio, ricco è stato il programma delle manifestazioni.

LA CONFERENZA STAMPA

Si è iniziato il 23 con una conferenza stampa nel corso della quale sono stati illustrati i progetti di sviluppo e di potenziamento delle strutture delle Grotte ed è stata presentata la nuova edizione, prevista per gennaio 2005, del Festival Internazionale del film e del documentario d’avventura ed esplorazione. Sono intervenuti Simone Pinto (sindaco di Castellana-Grotte), Giuseppe Savino (presidente della Grotte di Castellana s.r.l.), Alessandro Reina (presidente del comitato tecnico-scientifico della Grotte di Castellana s.r.l.), Mario Tozzi (geologo e conduttore televisivo).

Il mattino del successivo 24 si è svolta, nell’incantevole cornice delle Grotte, la cerimonia religiosa; a seguire vi è stata la tradizionale discesa degli speleologi: il Gruppo Puglia Grotte non ha mancato di dare il suo contributo attrezzando la Grave per l’esibizione commemorativa.

GROTTE E DINTORNI n. 6 - 2003

Nel pomeriggio della stessa giornata, presso il Palazzo di Città, vi è stata la presentazione di Grotte e dintorni, rivista semestrale del Museo Speleologico Franco Anelli e delle Grotte di Castellana s.r.l. A prendere la parola è stato un vecchio amico: il direttore responsabile del periodico Giuseppe Savino, già presidente del Gruppo Puglia Grotte per oltre dieci anni e nuovo presidente della Grotte di Castellana s.r.l. La rivista, giunta ormai al sesto numero, è un’appassionata monografia su Franco Orofino, figura poco conosciuta, ma di assoluto rilievo nel panorama della speleologia pugliese.
Gli autori del saggio - Gianni Campanella, Vincenzo Manghisi, Pino Pace, Mario Parise, attraverso un ricco ed articolato percorso di note biografiche, schede di approfondimento, bibliografie e immagini -, ricostruiscono la vita e gli studi dello speleologo scomparso nel 1984.
Orofino, come ha ricordato il sindaco di Castellana-Grotte Simone Pinto, rappresenta l’anello di congiunzione tra la speleologia pugliese degli esordi - che mosse i primi passi proprio all’epoca della scoperta delle Grotte - e quella che ha portato, dalla fine degli anni Sessanta, alla costituzione di numerosi e qualificati gruppi speleologici.

TRACCE. LA STORIA DELLE GROTTE DI CASTELLANA ATTRAVERSO LE PRIME IMMAGINI

A conclusione della serata del 24 gennaio è stato proposto il trattenimento multimediale Tracce, la storia delle Grotte di Castellana attraverso le prime immagini.
Foto D. Lovece Promosso dalla società Grotte di Castellana s.r.l. e realizzato - in un incontro sinergico del Museo Speleologico Franco Anelli e del Gruppo Puglia Grotte - da Daniela Lovece e Pino Pace, il lavoro è un primo tentativo di documentare la storia delle Grotte di Castellana tramite i materiali del poderoso archivio fotografico. Gli autori, i quali si sono concentrati soprattutto sul periodo relativo agli anni Cinquanta, hanno iniziato con il riproporre l’emozione della scoperta - avvenuta nel 1938 - e le prime immagini degli ardimentosi fotografi, i quali si calarono nella Grave adoperando le stesse scalette impiegate da Anelli e da Matarrese. A volte, la capacità di creare illusioni di questi coraggiosi artisti superava la misura: curioso il caso dell’immagine della Lupa, il gruppo stalagmitico che denomina la prima caverna interna delle Grotte. L’autore della foto Lupa con Romolo e Remo, un operatore dell’Istituto Luce, pensò bene, nel 1950, di rendere più suggestiva l’inquadratura provvedendo a far modellare con l’argilla le sagome dei due gemelli: un falso che ha del geniale. In seguito, si sono ricordati i primi lavori, tanto quelli all’interno delle Grotte - con la costruzione di sentieri, pozzi, gallerie e dell’impianto di illuminazione - che quelli effettuati all’esterno, con l’edificazione degli uffici della Direzione e della Torre degli ascensori.
Va ricordato che il progetto di sistemazione dell’area esterna, finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno, era ben più vasto; era previsto, ad esempio, perfino un teatro all’aperto da ricavarsi nella depressione naturale situata nello spazio retrostante agli uffici della Direzione.
Come si sa, l’utilizzo a fini turistici delle grotte, con la conseguente apertura al pubblico delle cavità, è tema quanto mai controverso a causa dell’impatto sull’ambiente sotterraneo e dei necessari adeguamenti per la fruizione collettiva.

foto D. Lovece Ma, dall'epoca della scoperta, oltre 14 milioni di visitatori hanno potuto ammirare - grazie all'opera di divulgazione di Franco Anelli - quest'ineguagliabile opera a cui la natura ha lavorato nel buio dei millenni: fantastici arabeschi e grandiose sculture che si celano nel sottosuolo, quasi propaggini delle radici dei secolari ulivi che tanto caratterizzano la superficie della nostra regione. Coevi alle fasi di sistemazione esterna degli anni Cinquanta sono, pure, i primi lavori per la realizzazione di quel Museo Speleologico, agognato desiderio di Anelli, il quale ha ritrovato ragion d'essere, dopo oltre cinquant'anni di abbandono, solo il 23 gennaio del 2000. In quella data, anniversario della scoperta delle Grotte, la Grotte di Castellana s.r.l., la quale ne aveva affidato l'allestimento e la gestione al Gruppo Puglia Grotte, ha finalmente aperto al pubblico la struttura. La rappresentazione, che ha riscosso il vivo apprezzamento del pubblico trascinato dall'onda lunga dei ricordi, dopo una ricca carrellata sui primi visitatori e sulle prime celebrità, si è conclusa con un ultimo commosso ricordo di Anelli: la posa del busto che lo raffigura, a un anno dalla sua scomparsa, al fondo della Grave. Ma, a ben guardare, non è solo delle Grotte che si è raccontato: quello a cui si è assistito è stato, anche, un viaggio nel tempo, un percorso alla ricerca delle tracce - appunto - del nostro passato. Queste immagini ci hanno mostrato come eravamo: accanto alle facce, agli abiti, alle automobili, anche le speranze, i sogni, le ambizioni di un'epoca fiduciosa e costruttiva.

LA DISCESA DIMOSTRATIVA

Il calendario delle manifestazioni si è concluso, infine, il 25 gennaio, quando ai numerosi speleologi provenienti da Campania e Puglia è stato concesso di calarsi nella Grave, proprio come Anelli e Matarrese, in quel fatidico 23 gennaio del 1938.

Daniela Lovece, Pino Pace
Gruppo Puglia Grotte, Museo Speleologico Franco Anelli