Il Gruppo Puglia Grotte e l'Albania

16.11.2003

Il Gruppo Puglia Grotte e l’Albania

INTRODUZIONE: UN PO’ DI STORIA

Foto G. Savino Tra i territori carsici di maggiore interesse nell'area mediterranea, l'Albania è stata la meta di numerose spedizioni speleologiche da parte di gruppi italiani e stranieri a partire dalla fine degli anni '80. Le prime esplorazioni e ricerche di cui sia rimasta traccia in pubblicazioni e resoconti risalgono infatti al 1989, con la spedizione del gruppo speleo di Grenoble (Speleo-Club de Grenoble, 1989) e la prima ricognizione da parte del Circolo Speleologico Romano (Marzolla & Gambari, 1994); dai primi anni '90, poi, si susseguono spedizioni da parte di gruppi olandesi (Speleo Nederland, 1993; Dikstra, 1994), francesi (Astier et al., 1991; Bagarre et al., 1994), bulgari (Jalov, 1993), e comincia la costante frequentazione dell'Albania da parte di gruppi italiani (si vedano, tra gli altri, Gruppo Speleologico Neretino & Gruppo Speleologico Martinese, 1992; Garbelli, 1993; Pezzolato, 1993; Pontarollo, 1994).

Dopo il 1991, allorquando in occasione del II Convegno di Speleologia Pugliese, organizzato dal Gruppo Puglia Grotte (GPG) a Castellana-Grotte, venne stipulato un accordo fra la Federazione Speleologica Pugliese, la Società Speleologica Italiana e la costituenda Società Didattica Speleologica Albanese, le attività hanno subito un ulteriore incremento, poi interrotto nella seconda metà degli anni ‘90 a causa della ripresa dei disordini sociali e politici in Albania.

Terra di grande fascino naturalistico (Fig. 1), in cui l’asprezza del paesaggio, ancora in parte incontaminato, contrasta fortemente con i settori urbanizzati dove l’azione antropica si manifesta con gravi situazioni di inquinamento e intenso degrado del territorio, l’Albania esercita ancora oggi un notevole richiamo per chiunque ami i paesaggi carsici e la ricerca speleologica.

L’ATTIVITÁ DEL GPG IN ALBANIA

Foto G. Savino Il GPG di Castellana-Grotte è stato tra i gruppi speleologici maggiormente attivi nel campo esplorativo sul territorio albanese, con quattro spedizioni negli anni compresi tra il 1993 ed il 1996, che hanno riguardato diversi settori dell'Albania (Savino et al., 2003): nel 1993 il Massiccio del Polisit, circa 150 km a est della capitale Tirana (Gruppo Puglia Grotte & Gruppo Speleologico Dauno, 1993); nel 1994 il Kurvelesh (Fig. 2), nell'Albania meridionale (Bruno et al., 1995); nel 1995 il Tomor (Gruppo Puglia Grotte & Gruppo Speleologico Dauno, 1995); nel 1996, infine, a sud-est della dorsale montuosa esaminata l'anno precedente, il Massiccio del Kulmakut (Caruso & Savino, 1996).

Quattro spedizioni, organizzate insieme al Gruppo Speleologico Dauno (Gruppo Puglia Grotte & Gruppo Speleologico Dauno, 1994, 1995), che sono servite a cementare i rapporti tra il GPG e gli amici albanesi, e i cui risultati sono rappresentati da un totale di 55 grotte esplorate e rilevate (Fig. 3), e da numerosi resoconti e pubblicazioni.

La stasi registrata a partire dal 1996 costituisce un’interruzione solo temporanea in questo rapporto di amicizia e di collaborazione. Non appena la situazione socio-politica albanese migliora, si cercano nuove possibilità e strade per riprendere i lavori interrotti.

Con questo spirito, si partecipa alla selezione di proposta di progetti di ricerca scientifica nell’ambito del protocollo di collaborazione scientifica e tecnologica tra Albania e Italia per il triennio 2002-2004. Il progetto presentato nel settore Ambiente Energia e Territorio, dal titolo Karst ecosystems of Albania - Values and risks - Problems of management for a sustainable development (responsabile per l’Albania: Perikli Qiriazi; per l’Italia: Mario Parise), viene approvato; ad esso afferiscono, per parte italiana, i seguenti enti e associazioni: Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sezione di Bari (ex CERIST); Dipartimento di Clinica Medica, Immunologia e Malattie Infettive della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Bari; Gruppo Puglia Grotte, Castellana-Grotte.

Per la parte albanese: Società Didattico-Scientifica Speleologica Albanese; Società di Protezione dell’Ambiente Naturale in Albania (SNLPA); Dipartimento di Geografia, Università di Tirana.

Purtroppo, l’approvazione del progetto è accompagnata dalla mancanza di fondi, per cui una serie di attività inizialmente previste (tra le quali, ad esempio, la realizzazione di un corso di speleologia sul territorio albanese, al fine di iniziare i locali all’attività speleologica) divengono irrealizzabili.

Le uniche attività finanziate consistono in visite reciproche (una all’anno) di un ricercatore italiano in Albania, e di uno albanese in Italia. È facile comprendere la difficoltà di avviare e sviluppare progetti di ricerca in queste condizioni, in particolare nel campo geologico-applicativo e carsico-speleologico, che necessariamente richiedono raccolta di dati in situ, fasi esplorative e spostamenti sul territorio.

Ciò nonostante, nel tentativo di sfruttare al massimo l’opportunità che ci si è presentata, ci mettiamo al lavoro, e sinora (siamo all’inizio del terzo e ultimo anno di progetto) si sono svolte, con reciproca soddisfazione delle parti, due visite di chi scrive in Albania (settembre 2002 e ottobre 2003), ricambiate dalla visita di Perikli Qiriazi nel novembre 2002 e di Skender Sala nell’ottobre 2003.

Queste due ultime occasioni, in particolare, sono state di grande importanza per la ripresa dei contatti (umani, oltre che di interessi comuni di ricerca) tra GPG e colleghi albanesi.

Foto D. Sgobba Dal punto di vista strettamente scientifico e della ricerca carsica, sono state prodotte alcune note, presentate nel corso di incontri scientifici promossi dalla Ambasciata Italiana di Tirana (Parise & Savino, 2002; Parise et al., 2002; Qiriazi et al., 2003) e di convegni a carattere speleologico e carsico (Parise et al., 2003, 2004; Qiriazi et al., in stampa).

L’obiettivo finale del progetto sarebbe poi quello di contribuire alla nascita di un vero e proprio catasto delle grotte albanesi: il materiale disponibile in pubblicazioni di carattere speleologico, sebbene non riguardi tutte le esplorazioni effettuate, è comunque abbastanza corposo.

Un suo opportuno riordino e catalogazione potrebbero costituire un primo passo nella direzione della creazione di un archivio delle grotte conosciute ed esplorate sul territorio albanese. Ciò, considerando non solo, come già tentato in passato (Manghisi & Savino, 1995; Savino & Sgobba, 1996), quanto prodotto dal GPG, ma ampliando il discorso a tutto ciò che è stato sinora prodotto e pubblicato sul carsismo dell’Albania.

Proprio partendo dal rinnovato interesse manifestato nel corso di questi due anni di lavoro, si sta ora pensando a chiudere il triennio del progetto con una spedizione speleologica, riprendendo così la tradizione che il GPG aveva con successo avviato nei primi anni ‘90.

Si parla addirittura di più possibilità: la prima, relativa a esplorazioni nei gessi messiniani di Kavaja, e la seconda, riguardante invece la prosecuzione delle ricerche bruscamente interrotte nel 1996 sul Kulmakut. Minori difficoltà logistiche nel raggiungimento dell’area di studio lascerebbero preferire la zona di Kavaja, di contro a un maggiore interesse di esplorazione speleologica sul massiccio del Kulmakut.

La discussione è comunque aperta, e nei prossimi mesi si valuterà il da farsi, magari con il contributo di alcuni degli altri gruppi che nel frattempo hanno manifestato interesse a partecipare all’iniziativa. Si può comunque affermare già da ora con una certa soddisfazione che un risultato è stato comunque raggiunto: si è tornati a parlare di Albania al GPG, a pianificare l’organizzazione di una spedizione estera.

E un fatto del genere non può che essere positivo, specialmente a valle di un periodo non particolarmente attivo dal punto di vista speleologico.

Che sia l’occasione giusta per ri-cementare l’attività e i rapporti all’interno del gruppo?

BIBLIOGRAFIA

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Bagarre C., Carnati S., Carobolante P., Cholin A., Faverjon M., Inglese M., Noailles G. & Tognini P. (1994) - Expédition spéléologique en Albanie: Oroshi 93. Societé Cevenole de Spéléeologie et de Préhistoire, Fédération Française de Spéléologie, p. 1-52.

Bruno G., Fusilli C., Didonna F., Savino G. & Sgobba D. (1995) - Kurvelesh ‘94… ed è ancora Albania! Speleologia, 32, p. 41-49.

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Dikstra M. (1994) - Albaniè expeditie 1993. Speleo-Nederland-Pierk, 2, p. 11-20.

Garbelli G. (1993) - Gli abissi del regno delle aquile. Speleologia, 28, p. 34-40.

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Savino G., Didonna F., Parise M. & Sgobba D. (2003) - La ricerca speleo-carsica in Albania: risultati e prospettive. Atti 2° Incontro di Studio “Il Carsismo nell’Area Mediterranea”, Castro Marina, settembre 2001, Thalassia Salentina, 26 (suppl.), p. 33-40.

Speleo-Club de Grenoble (1989) - Albanie 89. Expédition en Albanie du Spéleo-Club de Grenoble (SGCAF). Plaquette de 13 pp. (dossier de pré-expédition deposé a la C.R.E.I.; parrainage FFS n. 1, 1989).

Speleo Nederland (1993) - Het Albaniè 1992 expeditieverslag. Speleo-Nederland, Pierk (special), juli 1993, 2, p. 3-33.

Mario Parise
Gruppo Puglia Grotte; CNR - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, Bari