Archivio fotografico — Il XXVIII Corso di Speleologia

04.05.2006




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Prima Uscita - Grotte di Castellana: rami laterali

08 Maggio 2006

(Testo di M. Rodi, Foto di M. Rodi e M. Nanna)
Raccontare di speleologia non è mai semplice. E non lo è stato nemmeno questa volta.

E' giovedì 4 maggio: ha inizio il XXVIII corso di Speleologia di I livello. Direttore Giampaolo Pinto.

Chi in grotta non ci è mai stato come fa solo ad immaginare ciò che si vede là sotto?
E quello che si prova.. al Buio.
Le tenebre avvolgono i nostri corpi, mentre ci inoltriamo in una diramazione del mondo sotterraneo più bello ed incantevole del mondo. Sono le nostre Grotte, quelle splendide cavità naturali che la natura ha voluto orchestrare sapientemente sotto i nostri piedi.
Lasciamo dunque il percorso turistico alle nostre spalle.
La curiosità dei neofiti sale, e anche chi il corso lo ha terminato a dicembre ha pensato bene di far parte della comitiva e visitare i meandri "nascosti" delle Grotte di Castellana. Le gratuità - come è piaciuto a Pino Pace definirle!
Noi, che qualche mese fa abbiamo incassato il diplomino di I livello, non ci siamo tirati indietro di fronte a questa esperienza che ha segnato un solco nei nostri sguardi.

La limpidezza di alcuni cristalli, e lo splendore di certi alabastri, il colore e l'armonia delle forme, l'austerità di taluni ambienti. E l'odore. Quel odore di profondità.

Cosa c'è negli occhi di questi ragazzi che si spingono nelle tenebre per la prima volta?
Stupore.. e incredulità. Sensazione di pienezza e appagamento.
E timore. Di non sapere cosa troverà dopo il cunicolo o la strettoia. O cosa si troverà di fronte quando la fiamma del casco illuminerà l'ambiente.
Ma il desiderio di scoprire cosa c'è aldilà del buio è la forza trainante che spinge in avanti, a seguire i consigli degli istruttori e ad ascoltare il silenzio.

Non è mai semplice raccontare di grotte.
E non lo è stato nemmeno questa volta.

Raccontare?
Ogni corso ha la sua storia. I suoi aneddoti. I suoi protagonisti. Le sue stupefacenti memorie storiche.
Attendiamo solo di cominciare a scrivere la storia di questo gruppo, che in grotta ci vuol tornare, ad accarezzare il buio domenica prossima.

Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Seconda Uscita - Palestra di roccia - Località Matera

14 Maggio 2006

(Testo di Marilena Rodi, Foto di Marilena Rodi e Graziana Quinto)


Ehi!! Che panorama!

Davanti ai nostri occhi si apre, disarmante, una stemperata gradazione di verde e ocra, che a terrazze strette e scoscese degrada al fondo della gravina. Che impressione! Un fiume imponente deve aver percorso questo canyon e disegnato la via, sulla quale noi ora ci approssimiamo.

E' domenica mattina, siamo partiti di buon ora e l'allegra comitiva è giunta a destinazione. Nel primo gruppo istruttori e "Quelli del XXVII"; un paio d'ore più tardi i corsisti.

Oggi il rito di iniziazione. Per la prima volta tra le mani gli strumenti. Ma cosa si cela nello sguardo di questi ragazzi alla vista di tanta grandiosità di madre natura?

Sgomento! Paura! Vertigini! Sfiducia nei propri mezzi!

Ma devo proprio appendermi là? - mi chiede uno di loro. Ma sono proprio sicure le corde?.. E se cado?.

Alcune brevi frasi che rendono l'idea di quel che frulla nel cervello di un neofita alle prese con lo spettro della paura.. - Il coraggio vien osando…- lessi una volta.

E così, ora o mai più; eccoli, si preparano.

E dopo la vestizione, uno per volta, si dirigono verso le vie armate; gli istruttori attendono pazientemente che lo sguardo si faccia più rilassato e fiducioso.

Siete nelle loro mani ragazzi. E a conti fatti, tra paura, azione anarchica e fiducia nella persona preposta ad insegnarti quello che devi fare.. ahimè.. non v'è molta scelta. Dovete abbandonare completamente la vostra sorte nelle loro mani e fidarvi. Ciecamente. Saranno loro ad istruirvi e a spiegarvi cosa fare.. L'esperienza si consumerà nel primo grande impatto. Poi ogni volta che si tornerà su corda, sarà un momento nuovo di confidenza.
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Graziana Quinto
Foto Marilena Rodi
Foto Marilena Rodi
Foto Marilena Rodi
Foto Marilena Rodi
Foto Marilena Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi
Foto M. Rodi




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Terza Uscita - Castel di Lepre - Marsico Nuovo (PZ)

20-21 Maggio 2006

(Testo di Marilena Rodi, Foto di G. Pinto)


La giornata promette bene; il sole si arrampica nell'azzurro sconfinato di questa terra apparentemente abbandonata e l'aria, tersa, sottile e candida, ci accarezza nelle prime ore del mattino.

Gli occhi ancora stropicciati, i capelli arruffati e l'espressione del viso da raccontare!

"Colazione da GPG nel bosco".. e i primi intraprendono il rito della vestizione. Siamo pronti.

Il gruppo si avvia verso l'imbocco della grotta. Finalmente Castel di Lepre.

Subito, dai quasi 30° dell'esterno si passa a 10° umidi all'interno della cavità. Grotta attiva questa. Che ci aspetta per mostrarci la bellezza e il mistero di un ambiente ancora in piena attività. Un paio di saltini meandriformi e poi il pozzo: una quindicina di metri. In fondo al pozzo il primo laghetto. Ha inizio la nostra avventura. Descrivere gli ambienti che il nostro sguardo ha incrociato potrebbe non essere cosa semplice!

Laminatoi bassi nei quali infilarsi carponi, acqua gelida da attraversare, sabbia e fanghiglia da sfregare, laghetti da oltrepassare, ambienti da violare. E a un certo punto episodio da Indiana Jones! Allongiati (che in gergo significa "aggrappati") alla corda, da un archetto scorgiamo una serie di sprofondi sotto i piedi, che a scendere, degradano a cascata su una sorta di riva a qualche metro da noi. Che meraviglia! Un panorama eccezionale.

Con disinvoltura ci arrampichiamo sul versante roccioso e sempre allongiati percorriamo alcuni metri, raggiungendo la spiaggetta di fronte. Un incanto, ciò che si distende alle nostre spalle. Ancora un laminatoio annacquato che conduce al famigerato sifone. Un corridoio d'acqua profonda che risparmia solo l'altezza del capo! I temerari si lanciano e attraversano il fiumiciattolo.

E' stata senza dubbio un'esperienza diversa, molto più umida delle altre...

Ma la considerazione finale è una: il gruppo col quale vai in grotta è fondamentale. Con i compagni di viaggio condividi vicende e prove di coraggio che con un semplice scambio di sguardi afferri al volo.. paure, esitazioni, voglia di scoperta, emozioni, dolori e tormenti fisici, fascino del buio e mistero della roccia...
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto
Foto di G. Pinto




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Quarta Uscita - Palestra di roccia - Località Matera

28 Maggio 2006

(Testo di Giampaolo Pinto, Foto di Vito Buongiorno)
In vista dell'ultima impegnativa uscita di corso, Monti Alburni, 2-4 giugno, oggi il nutrito gruppo ha lavorato ancora sulle tecniche di progressione in corda.

Gli allievi del XXVIII corso familiarizzano sempre più ad ogni ora che passa: attrezzi, corde, roccia, sole cocente, sembrano non intimorire più gli aspiranti speleo, alle prese anche con istruttori e accompagnatori! Finalmente (!) amalgamati cominciano ad avere parvenze "professionali": movimenti coordinati li rendono più armoniosi e le salite diventano più regolari e fluide. In breve: ora sanno di gestire energie e tempo... pensano e agiscono.

L'avventura quotidiana tuttavia ha esordito con uno scherzetto goffo: la mia mitica fotocamera digitale, compagna fedele negli ultimi quattro anni di viaggi e meraviglie sotterranee, oggi proprio non funziona... abbandonandomi sin dall'inizio della giornata. Le foto ora sono affidate a Vito Buongiorno e al suo zoom...

"Evaporate" le ore più calde, mettiamo a dura e ultima prova la resistenza fisica con le manovre finali, prima di passare al disarmo e alla conta dei materiali.
La nostra calda e sudata giornata si conclude con un gelato rifocillante...
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
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Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno
Foto V. Buongiorno




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Quinta Uscita - Grotte in località M.ti Alburni

2-3-4 giugno 2006

(Foto di Giampaolo Pinto)


Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto
Foto G. Pinto




XXVIII Corso di Speleologia di 1° Livello

04 maggio - 04 giugno 2006

Festa di fine corso

1 luglio 2006

(Testo di Pinuccio Campanella, Foto di Marilena Rodi)
XXVIII Corso di Speleologia

Mai, dico mai, avrei potuto immaginare
che un giorno sarei finito in una grotta
alla mia età si pensa già ad invecchiare
e non rischiare una bella testa rotta.
Invece grazie a Giampaolo, il Direttore
mi sono risentito un pò, di nuovo, ragazzo
e con curiosità, tanta voglia e tanto ardore
ci ho provato, anche per non fare la figura del... pupazzo.
Lui ci ha spiegato l'idrologia e la meteorologia ipogea
cose di cui non avevo mai sentito parlare
e piano piano mi sono fatto l'idea
che queste cose non si usano solo al mare.
Ho conosciuto personaggi molto particolari
che ci hanno seguito in questa esperienza
fatta di tante urla e di silenzi davvero rari
ma che hanno avuto tantissima pazienza.
Penso che il più paziente, che non urla mai
sia un certo Suriano, per gli amici Pasquale
se non ti dai da fare sono davvero guai
ti grida nella orecchie fino a farti male;
sembra tranquillo, una faccia da pacioccone
ma quello che hai dentro te lo spreme
poi con Adriel diventa un gran tenerone
ma bestemmia più di tre turchi messi insieme.
In effetti, con un tipo dinamico come Gennaro
bisogna urlare parecchio per dargli la sveglia
altrimenti rimane appeso come un campanaro
e se arriva la notte, facciamo la veglia;
ma lui con la videocamera si diverte di più
e fa le riprese in ogni momento
anche se stai a pisciare o fare pupù
lui riprende tutto tranquillo e contento.
Così come Claire, oh mi scusi, la signora Putignano
sempre con un sorriso stampato a 32 denti
con il suo Leoncino mano nella mano
appiccicati, abbracciatissimi e gaudenti;
ad un certo punto è sparita nel nulla
frecata, forse, da un pò di paura
e così che, la nostra dolce fanciulla
ha preferito una vita un pò meno dura.
Caro Leone, ti dò un consiglio da fuoristradista
nella vita non forzare mai nessuno, per carità
puoi andare dove vuoi, anche in fuoripista
la lasci a casa, ti diverti il doppio e spendi la metà.
Un'altra che è sparita all'improvviso
è stata la signora Marta, di cognome Caruso
così delicata, con quel suo bel viso
di speleologia,sicuramente, non è ad uso;
infatti ogni qualvolta si finiva un'esercitazione
correva al telefono e con vena creativa
si scaricava subito dall'agitazione
dicendo alla madre "sono ancora viva".
Altro tipo vivace, un bel po' sculettante
è la ballerina di nome Simona
sicuramente un carattere brillante
ancora tenerella e un pò mammona;
è venuta sugli Alburni solo perché doveva venire
sapeva già che sarebbe stata indisposta
ha rischiato lo stesso, non c'è che dire,
e con il tempo sarà una ragazza tosta.
Ma se a Nicola prometti la.... bistecca
prima o poi lo devi accontentare,
non lo lasciare con la bocca secca
e vuoi o non vuoi gliela devi dare.
Ho sempre avuto un concetto dei nocesi,
sarà abitudine o solo tradizione
li ho sempre visti falsi e cortesi
ma Nicola è davvero un'eccezione;
ogni consiglio che in questo corso ci ha dato
si è rivelato sempre giusto e maturo
e ad ogni escursione io sono andato
con moto lento ma con passo sicuro.
Non ho ancora capito, per amore del vero
a che serve a noi la bio-speleologia,
non dico bugie e sono sincero
che per me è soltanto pura follia.
Pensate: mentre stai lì, appeso come un salame
devi anche guardare degli strani esserini,
tu stai impazzendo con tutto quel cordame
e devi stare attento, magari, ai girini.
E' una materia da conoscere, non dico il contrario
e Totò è pervaso da un mare di passioni,
ma alla dieci di sera non è certo l'orario
e inevitabilmente ti rompi i coglioni.
Fra gli animali strani trovati nella grotta
sicuramente si potrebbe inserire
quel gran figlio di una mignotta
di Gianni Amici Miei, non c'è che dire.
Questo vocabolo, che uso per simpatia
è per un amico di vecchia data
un ragazzo di grande compagnia
e un rompicazzo di esperienza collaudata;
ogni qualvolta mi accingevo a salire
iniziava a sfottere a più non posso
io ogni volta lo iniziavo a maledire
e volentieri gli avrei rotto qualche osso.
A fare la tosse poi è un vero artista
riesce a coprire ogni altro rumore
potrebbe fare anche il fuochista
anche se resta, comunque, il fetore.
Altro fuochista promosso sul campo
è Mimmo Nanna esperto di cartografia
se si lascia andare devi trovare scampo
altrimenti puoi morire di asfissia;
come navigatore è un tipo perfetto
in macchina sveglio, sempre presente
dorme di piombo come fosse nel letto
e un ghiro nei suoi confronti è un dilettante.
Un altro tipo che ti fa addormentare
è Pino Pace esperto di storia
con la sua voce e il suo divagare
quasi di tutti è la grande memoria;
racconta cose ormai perse nel passato
con grande trasporto e competenza
è stato il primo che ci ha acculturato
ma per seguirlo ci vuole tanta pazienza.
Così come Vincenzo Manghisi
che ci ha parlato delle cavità artificiali
un po' monocorde e fra tanti sorrisi
mi ha fatto addormentare dietro gli occhiali.
Anche Emanuela durante qualche lezione
l'ho vista alquanto stravaccata
faceva finta di prestare attenzione
ma aveva una faccia imbambolata;
in grotta invece è sempre scattante
direi molto meglio di qualche ragazzo
mi viene un dubbio un po' imbarazzante
che forse fra le gambe abbia un bel cazzo;
se così fosse, lo potrebbe di certo prestare
a Gianfranco Meuli, il nostro ingegnere
a cui piace tanto, tanto parlare
e ad Antonio di Altamura toccare il sedere;
la sua più grande preoccupazione
è stata la luce che portava sulla testa,
piuttosto imbranato in ascensione
non so se in questo gruppo ancora ci resta.
Anche Vito Recchia in grotta ci ha confidato
che sicuramente non continuerà,
con tante salite si è proprio stancato
come se avesse chissà quale età.
Domi e Giuseppe, i due ragazzini
quasi tutto il tempo hanno litigato,
bisogna capire che sono ancora pulcini
e ognuno di loro va ancora aiutato,
specialmente in qualche passaggio
o ancora di più nei frazionamenti,
della loro inesperienza hanno dato un saggio
e s'incazzavano urlando fra i denti.
Di Gianluca invece non sò cosa dire
nei momenti importanti è stato assente
e non ho avuto modo di capire
se è molto serio o un grande fetente.
Se si parla di serietà e competenza
mi vengono in mente Gigi e Mario Parise
alla geologia hanno dato quell'importanza
degna di un professore di grande assise;
anche dal punto di vista operativo
sono stati quasi sempre presenti
con semplicità, senza aria da divo
disponibili senza tanti complimenti.
Altra lezione molto interessante
è stata quella tenuta dalla signora Enza
ma l'unica cosa davvero importante
e che quando parla nessuno la pensa;
infatti in grotta abbiamo fumato,
fatta la pipì in grande quantità
e di tutto quello che ci è stato insegnato
ne abbiamo applicato meno della metà.
Della lezione di Gaetano, fortunatamente
non c'è stato alcun modo di applicazione
e per fortuna il nostro presidente
ci ha accompagnato senza entrare mai in azione;
questo vuol dire che tutto è andato bene
senza incidenti o traumi importanti
abbiamo patito il freddo e un pò di pene
ma sodi sfatti, forse, tutti quanti.
Io personalmente vorrei partecipare
un tanto di più all'esplorazione
e se per voi va bene e mi volete invitare
mi metto a vostra disposizione.
Al Direttore, adesso, lo aspetto sul mare
per qualche lezione molto privata
insieme sott'acqua lo voglio portare
in qualche grotta, di certo, allagata.
Del resto Giampaolo conosce la mia disponibilità,
con lui sono pronto a qualsiasi avventura
e se Dio mi da la forza, nonostante l'età
potrò accompagnarlo senza tanta paura.

Grazie, Pinuccio Campanella

Putignano,06/06/06
Foto Marilena Rodi
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