Monti Alburni e Monte Panormo: la storia delle esplorazioni del Gruppo Puglia Grotte
01.09.2026
I Monti Alburni, in provincia di Salerno, sono da decenni uno dei bacini d’esplorazione prediletti del Gruppo Puglia Grotte. Il massiccio, una monoclinale calcareo-dolomitica estesa oltre 450 kmq, sale a gradoni dai circa 1.000 m s.l.m. del bordo sud-occidentale fino a culminare, sul bordo nord-occidentale, nel Monte Alburno o Panormo (1.742 m); vi si contano oltre 300 cavità catastate, tra cui le celebri grotte turistiche di Pertosa (Grotta dell’Angelo), Castelcivita e Sant’Angelo a Fasanella (fonte: Storie e leggende carsiche dei Monti Alburni, Bollettino Puglia Grotte 2003).
Questa pagina raccoglie, riorganizzandola in un unico racconto cronologico, l’attività che i bollettini, gli articoli e l’archivio storico del sito documentano su quest’area — dai primi rilievi novecenteschi alle uscite più recenti. Non sostituisce gli elenchi puntuali già presenti in Esplorazione e ricerca e in Gli Alburni, a cui si rimanda per i link a tutte le relazioni e i documenti originali.
Le origini
Le prime esplorazioni sistematiche del massiccio risalgono al 1926, quando vi approda la Commissione Grotte Boegan di Trieste; la ripresa dei lavori, dopo un’interruzione, si deve soprattutto al Gruppo Speleologico del CAI di Napoli a partire dal 1950 (fonte: La Grava dell’Auletta - Aggiornamento esplorativo, Bollettino Puglia Grotte 2003). Nel 1930 Franco Anelli — che nel 1938 avrebbe scoperto le Grotte di Castellana — partecipò insieme a Eugenio Boegan al completamento dell’esplorazione della Grotta di Castelcivita, “la più grande grotta dei Monti Alburni” (fonte: Chi era Franco Anelli).
L’attività intergruppi su questa montagna avrebbe poi fatto nascere l’AIRES (Associazione Interregionale Ricerche ed Esplorazioni Speleologiche), ancora attiva nel 2003 secondo il bollettino citato sopra, e che negli anni 2002-2003 avrebbe coordinato la campagna alla Grava dell’Auletta descritta più sotto. Il Gruppo Puglia Grotte, dal canto suo, descriveva già nel 2002 la propria frequentazione degli Alburni come “una passione vecchia di trent’anni, ma sempre viva” (fonte: Gli Alburni).
Le risalite alla Grava II dei Gatti: 1994-1996
Tra la fine degli anni ‘80 e la metà degli anni ‘90 il Gruppo comincia a rivisitare, insieme agli amici del Gruppo Speleologico Dauno di Foggia, alcune cavità alburnee già note ma esplorate solo frettolosamente ai tempi delle prime campagne triestine degli anni ‘60-‘70. La scelta cade sulla Grave II dei Gatti, in località Rupistelli nel Comune di Ottati (Sa): una cavità fossile che si apre a poca distanza dalla più profonda e attiva Grave I dei Gatti, con cui si spera di individuare un’eventuale giunzione. Una prima risalita, nel secondo meandro, porta all’apertura di un nuovo ramo e all’ampliamento di circa 300 metri del rilievo della grotta; una seconda risalita, tentata nel dicembre 1995, si conclude con un incidente — uno dei compagni di esplorazione si lussa una spalla scivolando nel meandro (fonte: «Alburni: rivediamoli insieme», Bollettino Puglia Grotte 1995).
La risalita, iniziata il 15 dicembre 1994 da Giuseppe Savino e Mario Matrella, viene infine completata il 3 dicembre 1995 da Nicola Lasaracina e Carlo Sciannamea: è, recita il resoconto, il primo incidente in grotta in 25 anni di vita del Gruppo. Il nuovo ramo, esplorato nei mesi successivi e battezzato “Via Puttana a Meserie”, si rivela una via più agevole per raggiungere il fondo della cavità rispetto al percorso storico rilevato dai triestini nel 1969, aggiungendo pozzi, un meandro con vaschette di calcite nera e nuovi punti interrogativi ancora da esplorare (fonte: «Grava 2ª dei Gatti - l’avventura continua», Bollettino Puglia Grotte 1996).
Il decennio dei grandi campi: 2000-2007
Da una sera di fine luglio 2000, con “il libro delle ricerche speleologiche degli Alburni” alla mano, riparte l’esplorazione dell’Inghiottitoio I dei Piani di Santa Maria, esplorato per la prima volta dalla CGEB (fondo a -35 m nel 1963, poi a -235 m cinque anni dopo) e oggetto di nuove campagne nel 1973-74. Nel 2000-2001 il Gruppo Puglia Grotte, armando ex-novo i pozzi e scavando una nuova strettoia, apre un passaggio — battezzato “La Natural Burella” — verso l’Inghiottitoio III della stessa zona, confermando la giunzione tra le due cavità nell’estate 2001. I lavori culminano nel campo estivo “Alburni 2001: Odissea nello spasso” (12-19 agosto 2001, in località Gravacine, con la partecipazione del Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) (fonte: Esplorazione sui monti Alburni: la zona dei Piani di Santa Maria, Bollettino Puglia Grotte 2001).
Nello stesso periodo, battute esplorative invernali nelle zone di Lauro Fuso e del Monte Panormo portano alla scoperta di tre nuove cavità: la Grotta del Tasso Selvaggio, la Grotta Rosa e l’Inghiottitoio Campanella (fonte: Alburni: ancora nuove scoperte, Bollettino Puglia Grotte 2001). Alla base del secondo pozzo della Grotta del Tasso Selvaggio vengono rinvenuti, nel gennaio 2001, due crani di capriolo (Capreolus capreolus) parzialmente calcificati — un ritrovamento raro per il meridione, dove la specie si riteneva scomparsa dal primo Novecento (fonte: Capreolus capreolus Linnaeus, 1758 rinvenuto nella grotta del Tasso Selvaggio, Bollettino Puglia Grotte 2001).
Alla Grava dell’Auletta (CP 252), esplorata fin dal 1962 (M. Bussani e P. Guidi, CGEB-SAG) e più volte rivisitata negli anni ‘90, una campagna intergruppi tra il dicembre 2002 e il maggio 2003 — con il contributo di otto associazioni speleologiche, corrente elettrica e un doppino telefonico portati fin dentro la grotta — supera con oltre dieci metri di disostruzione la strettoia terminale, raggiungendo un nuovo P70; il fondo si arresta però su un’ulteriore strettoia allagata. Il risultato esplorativo, per quanto modesto rispetto all’impegno profuso, rafforza i legami tra i gruppi coalizzati sotto l’AIRES; il lavoro fu dedicato alla memoria di Sandro Sbardella (fonte: La Grava dell’Auletta - Aggiornamento esplorativo, Bollettino Puglia Grotte 2003; cronaca della prima punta del 1° maggio 2003 in Nuove esplorazioni alla Grava Auletta CP 252).
Il programma autunno-inverno 2006-2007 del Gruppo prevede, tra l'8 e il 10 dicembre 2006, il completamento delle esplorazioni alla Grava d’Inverno con nuove segnalazioni in zona Grotta dei Vitelli, seguito a febbraio-marzo 2007 da tre fine settimana di ricerca in superficie di nuove cavità sui Monti Alburni (fonte: Programma attività speleologica autunno-inverno 2006-2007). Il campo estivo del 5-20 agosto 2006 prosegue le esplorazioni all’Inghiottitoio III dei Piani di Santa Maria (fonte: Il campo estivo Alburni 2006); quello del 6-20 agosto 2007, organizzato con il Gruppo Speleologico Natura Esplora e basato al Casone Ausineto, si pone l’obiettivo di verificare il fondo e la strettoia della Grava dei Vitelli, completare rilievo e documentazione della Grava d’Inverno e verificarne, con la fluoresceina, la giunzione con l’Inghiottitoio La Pila I (fonte: Campo estivo Alburni).
L’Alburni Exploration Team: 2008-2012
Dal 2008 il Gruppo Puglia Grotte collabora ufficialmente all’Alburni Exploration Team, un programma di esplorazione e studio del massiccio condotto in partnership con la Federazione Speleologica Campana e la Federazione Speleologica Pugliese, insieme a numerosi altri gruppi del sud Italia. Nello stato delle esplorazioni riportato a giugno 2009, le indagini alla Grava d’Inverno (CP 672) risultano terminate, mentre sono in corso nuovi tentativi all’Inghiottitoio delle Gravaccine (CP 476, arrestato su un sifone) e uno scavo tra la Grava d’Inverno e l’Inghiottitoio La Pila 1 (CP 451) (fonte: Gli Alburni - esplorazioni in team).
Nel settembre 2011 il Gruppo, insieme all’AET, riapre le esplorazioni alla Grava dei Gentili (CP 255) — teatro di un tragico incidente negli anni ‘70 e, da allora, visitata una sola volta in quarant’anni (dal Gruppo Speleo Marchigiano CAI Ancona, inizio anni ‘90). Il nuovo rilievo corregge un errore altimetrico sistematico di 60-80 m nel rilievo storico della Commissione Grotte Eugenio Boegan (1963-1975), individua un P20 a circa -160 m non riportato in origine e ridefinisce un presunto P33 come pozzo di circa 50 m; un nuovo ramo, individuato alla base del P39 (quota -220/-230 m), viene risalito per una novantina di metri lungo un pozzo la cui sommità resta da raggiungere (fonte: Esplorazioni a I Gentili).
Il 30 aprile 2012 il Gruppo Puglia Grotte firma un accordo con il Comune di Sant’Angelo a Fasanella per l’uso di alcuni locali dell’ex carcere del paese come magazzino, a supporto dei numerosi fine settimana di attività sul massiccio (fonte: Concluso accordo tra il Gruppo Puglia Grotte e il Comune di Sant’Angelo a Fasanella). Tra il 30 giugno e il 22 luglio 2012 le scuole di speleologia del Gruppo Puglia Grotte, del Gruppo Speleologico Martinese, del Gruppo Speleologico Natura Esplora e del Gruppo Speleo-Alpinistico Vallo di Diano organizzano, con il patrocinio delle Federazioni Speleologiche Campana e Pugliese, un Corso di I livello rivolto agli abitanti di Sant’Angelo a Fasanella (fonte: Corso di I livello di Speleologia sui Monti Alburni).
Tra il febbraio e il giugno 2012 l’archivio registra oltre dieci uscite esplorative, quasi ogni fine settimana, oltre ai progetti didattici “Progetto Didattico Alburni” e “Progetto Gentili” (elenco completo, con le relazioni PDF originali, in Gli Alburni). Il campo estivo del 5-19 agosto 2012, organizzato da Gruppo Puglia Grotte, Gruppo Speleologico CAI Napoli, Gruppo Speleologico Natura Esplora e Gruppo Speleo-Alpinistico Vallo di Diano di Pertosa, si sposta in zona Gravaccine (non più disponibile il Casone Ausoneto) e si concentra sulla Grava dei Gentili, descritta nel resoconto del campo come “con i suoi 484 metri di dislivello… la più profonda della regione”, nell’ambito di un progetto condiviso anche con il Gruppo Speleologico Martinese e il Gruppo Speleologico Marchigiano (fonte: Campo estivo sui Monti Alburni 2012).
Scoperte e attività recenti: dal 2015 a oggi
Il 15 novembre 2015, a seguito di segnalazioni di alcuni pastori raccolte durante il campo estivo di quell’anno nei pressi dello sterrato che porta al Figliolo, Gaetano Proietto (GPG) insieme a Maria Venezia e Immacolata Nunneri (GSNE) scendono un pozzo di circa 8 metri raggiunto dopo lavori di disostruzione: alla base si trova una saletta con una pozzetta d’acqua e un meandro che, dopo un breve tratto percorso quasi strisciando, si affaccia su un ulteriore saltino ancora tappato dal fango. Nella stessa uscita vengono individuati altri possibili ingressi nella zona (fonte: Nuove esplorazioni in Alburni - Il “buco” diventa grotta).
Nell’agosto 2022 il Gruppo torna a organizzare un campo estivo — questa volta esplicitamente sul Monte Panormo, in zona Rifugi Farina: circa sette giorni con 30 presenze tra adulti e bambini, provenienti da diversi gruppi e regioni. L’attività è stata presentata il 26-27 novembre 2022 a Grottaglie da Gaetano Proietto e Mariangela Martellotta, insieme a una retrospettiva delle attività di campo “nei due difficili anni precedenti” (fonte: Raccontando i campi 2022, che include anche le slide della presentazione).
Le uscite proseguono tuttora: la Grava/Grotta dei Vitelli (CP 253), storica palestra dei corsi di primo livello di diversi gruppi del meridione fin dalle prime campagne qui ricordate, è tra le mete più recenti raccontate nelle relazioni di uscita del sito.
Per approfondire
Gli elenchi completi delle uscite, con link a tutte le relazioni e ai documenti PDF originali, restano in Esplorazione e ricerca e in Gli Alburni. Più bibliografie citate nei bollettini del Gruppo rimandano a Bellucci F., Giulivo I., Pelella L. & Santo A., Monti Alburni: ricerche speleologiche, De Angelis Editore, Avellino, 1995 — a lungo il riferimento di sintesi sulla speleologia del massiccio.