Alburni: rivediamoli insieme
di Pasquale Suriano
Ormai verso la fine di agosto, al rientro da una soddisfacente spedizione speleo in Albania (Kurvelesh ‘94) decidiamo, con alcuni amici del G.S.D. di Foggia, di trascorrere un paio di settimane sugli Alburni, rivisitando alcune cavità già note nella speranza di individuare qualche punto in cui effettuare risalite.
C’è da dire che molte delle grotte alburnee, dopo la loro scoperta, non sono state più ripetute o lo sono state, spesso, in maniera frettolosa e che, in alcuni casi, questo risale ai lontani anni Sessanta-Settanta, ai tempi cioè delle prime esplorazioni dei triestini.
La scelta della prima cavità cade, per la verità un po’ a casaccio, sulla Grave II dei Gatti, in località Rupistelli nel Comune di Ottati. Questa Grave si apre a poche decine di metri di distanza dalla più profonda I dei Gatti la quale, in caso di forti piogge, inghiotte in maniera impressionante le acque che si raccolgono sui terreni flyschoidi della Conca di Rupistelli. L’ingresso della “nostra” è invece allo stato attuale fossile ed è posizionato a una quota più elevata rispetto alla prima. La cosa più importante da ricercare era quindi un’eventuale giunzione tra le due cavità; cosa questa non confortata da un primo posizionamento su carta dei due rilievi; ma, dato che tentar non nuoce…
Individuiamo così un primo punto da risalire situato lungo il secondo meandro: a soli 15 metri di altezza dal piano di calpestio c’è una bella finestra promettente; raggiuntala proseguiamo percorrendo meandrini e scendendo pozzetti e ampliando così di circa 300 metri il rilievo di questa grotta.
Questo nuovo ramo è impostato parallelamente a quello già conosciuto, ma a un livello superiore rispetto a questo, e ci porta quasi sul secondo “pozzacchione” verso la fine del secondo meandro, sbucando da una finestra che dal basso risulta celata da un naso di roccia.
Attualmente (dicembre 1995), un’altra risalita è stata avviata e portata a termine, e una enorme finestra, a una ventina di metri dalla base del secondo pozzo, attende di essere esplorata. Terminata la seconda risalita, però, non ci è stato possibile esplorare poiché sorte malvagia, uno dei nostri compagni, durante quella punta, è scivolato nel meandro lussandosi una spalla.
Dato che la grotta sarà percorsa ancora da parecchia gente, è stato reso più affidabile l’armo lungo il secondo meandro, molto scivoloso e aereo, e migliorate e rese più comode le progressioni lungo i pozzi.

Rilievo della Grava seconda dei Gatti — sezioni longitudinali (esplorazione e rilievo G.P.G. Castellana-Grotte e G.S.D. Foggia).

Rilievo della Grava seconda dei Gatti — planimetria (esplorazione e rilievo G.P.G. Castellana-Grotte e G.S.D. Foggia).
Questa è solo una delle tante cavità che attendono di essere riesplorate su quello che a mio avviso resta uno dei più importanti e imponenti parchi carsici dell’Italia meridionale. Certo la mole di lavoro è enorme, e un solo Gruppo non basta. Inoltre bisognerebbe riorganizzare le informazioni su quello che è stato già fatto e stilare un programma esplorativo dettagliato e coerente.
L’invito è aperto a tutti, perciò… rivediamoli insieme!
Trascrizione (OCR) dell’articolo pubblicato nel Bollettino del Gruppo Puglia Grotte, Castellana Grotte, 1995, pp. 67-70 — vedi l’indice completo in «Bollettino 1995».