Grava 2ª dei Gatti - l'avventura continua

Nicola Lasaracina

Grava 2ª dei Gatti

l’avventura continua

Dopo l’ennesima uscita alla Grava 2ª dei Gatti sui monti Alburni e più precisamente nella conca di Rupistelli (comune di Ottati) finalmente possiamo fermarci un attimo a riflettere e a descrivere le esplorazioni sin qui effettuate.

Dopo la prima risalita fatta negli ultimi mesi del ‘94 che ci portò alla scoperta di un nuovo ramo (ampiamente trattato nel bollettino ‘95), eccoci tentarne una seconda.

Anche questa nuova avventura, come la precedente, è stata consumata con gli amici del G.S.D di Foggia.

La risalita è stata iniziata il 15/12/94 da G. Savino e da M. Matrella (quest’ultimo socio del G.S.D.) poi continuata da altri soci nelle uscite successive mostrando già dai primi tentativi non poche difficoltà.

Comunque la risalita è stata completata il 3/12/95 dal sottoscritto e da Carlo Sciannamea, mentre i nostri compagni d’esplorazione stavano disarmando il meandro successivo, ma non è stata possibile esplorarla perché (c’è sempre una prima volta) dopo 25 anni di vita del G.P.G. eccoti il primo incidente in grotta.

Rilievo della Grava II dei Gatti, con l'ingresso e il nuovo ramo "Via Puttana a Meserie"

Rilievo generale della Grava II dei Gatti (esplorazione e rilievo G.P.G. Castellana-Grotte e G.S.D. Foggia; rilievo storico dei triestini 1961-1969).

L’esplorazione di questo nuovo ramo “Puttana a miserie” (nome questo datole per via dell’imprecazione da me fatta, mentre ultimavo la risalita, quando mi venne comunicato dell’incidente occorsoci) è stata effettuata molto tempo dopo (tempo necessario per sfatare l’ombra dell’incidente) e con l’andare avanti nell’esplorazione il ramo è diventato una nuova via per il fondo della grotta, a mio giudizio più comoda per raggiungerlo.

Questo nuovo tratto della grotta è stato ovviamente rilevato, fotografato e di conseguenza aggiornato il catasto.

Andiamo con ordine alla descrizione di questa nuova via: la risalita fatta a partire dal punto 3 del ramo principale (vedi rilievo fatto dai triestini nel ‘69) è lunga circa 18 metri, arrivati su ci si affaccia in un meandro molto fangoso che si sviluppa prevalentemente in direzione SO-NE (pressappoco lungo la stessa direzione del ramo principale).

Decidiamo di esplorarlo in direzione NE, rimandando alle successive uscite l’esplorazione del ramo di SO, visto che in questa direzione è abbastanza agevole da percorrere. Si va avanti per circa una trentina di metri con un leggero dislivello verso il basso fino ad incontrare un primo saltino da fare in libera di circa 2 metri; dopo 10/15 metri lasciamo un altro punto interrogativo di difficile soluzione (passaggio strettissimo). Proseguendo approdiamo in una piccola sala di crollo, dalla quale si può procedere il meandro principale (quello da noi rilevato), oppure infilandosi in una strettoia si accede in un altro ambiente dove abbiamo lasciato ben 3 punti interrogativi rispettivamente due arrivi posti il primo a 15 metri (già risalito ci porta in un altro meandro che sale, ma non ancora esplorato del tutto) e il secondo a circa 30 metri mentre l’altro punto interrogativo (sul rilievo non indicato) ci porta in un meandrino che si affaccia a sua volta su un nuovo meandro molto alto (non stimabile), largo circa 2 metri e profondo almeno 15 non ancora esplorato (sarà il meandro del ramo principale che abbiamo lasciato giù? quello dell’incidente?).

Continuando per la via maestra, finalmente cominciamo a lasciare il fango sul fondo e al suo posto incontriamo una serie di vaschette completamente ricoperte da cristalli di calcite dal colore nero; delizia per i nostri occhi che i riflessi che l’acetilene produce su di essi (inizialmente si evita di sporcarle ma i continui passaggi hanno reso il tentativo vano). Andando avanti per altri 15/20 metri ci si affaccia su un pozzo profondo 25 metri abbastanza levigato e di forma quasi perfettamente cilindrica; alla sua base ci si affaccia su un terrazzino che porta in un meandro profondo una quindicina di metri che scendiamo attrezzandolo in senso trasversale poggiando i piedi su di una massa instabile di fango (segno evidente di un arrivo) che ci accompagna alla base dove la grotta (o il meandro) cambia direzione andandosene in senso esattamente opposto per circa una trentina di metri per poi approfondirsi con una serie di saltini i più profondi un P16 ed un P23 intercettano parallelamente un arrivo del ramo principale della grotta e precisamente nel punto 5 del rilievo effettuato dai triestini.

Rilievo (sezione longitudinale e planimetria) della Via "Puttana a Meserie", nuovo ramo della Grava II dei Gatti

Rilievo della Via “Puttana a Meserie”, il nuovo ramo esplorato e rilevato dal G.P.G. Castellana-Grotte e dal G.S.D. Foggia.

A questo punto non ci resta altro che raccogliere nuove forze e stimoli per tornare al più presto in questa grotta (forse con un campo) per continuare l’esplorazione di tutti quei punti interrogativi che almeno per il momento ci fanno intravedere sviluppi futuri.

Bibliografia

I. GIULIVO, F. BELLUCCI, L. PELELLA, A. SANTO, Monti Alburni - Ricerche speleologiche, De Angelis Editore, Avellino 1995.

P. SURIANO, Alburni: rivediamoli insieme - Bollettino del Gruppo Puglia Grotte, Castellana-Grotte 1995, pp. 67-70.


Trascrizione (OCR) dell’articolo pubblicato nel Bollettino del Gruppo Puglia Grotte, Castellana Grotte, 1996, pp. 93-96 — vedi l’indice completo in «Bollettino 1996».

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