Le ricerche degli speleologi triestini in Puglia
Pino Guidi (*)
Le ricerche degli speleologi triestini in Puglia
Premessa
L’attenzione prestata dagli speleologi triestini alle varie zone carsiche d’Italia non poteva non focalizzarsi anche sulla Puglia, il cui tavoliere delle Murge è sede di fenomeni carsici ipogei ed epigei straordinariamente simili a quelli del Carso classico. Varie circostanze — la presenza di estesi territori carsici molto più vicini da esplorare e studiare, le difficoltà oggettive che si frapponevano allo spostamento delle grosse squadre un tempo necessarie per le esplorazioni di un certo impegno ecc. — hanno per parecchio tempo impedito una presa di contatto ufficiale, rimandandola sino a dopo il secondo conflitto mondiale.
In questi ultimi decenni alcuni sodalizi speleologici triestini hanno intrapreso campagne di ricerca in Puglia ed i risultati sono stati poi pubblicati in sedi diverse. Ritengo quindi utile riassumere, in occasione di questo convegno dedicato alla speleologia della terra di Puglia, quanto è stato fatto negli anni trascorsi, rimandando alla bibliografia per dati più esaurienti.
22 dicembre 1956 - 5 gennaio 1957
La prima campagna di ricerche in Puglia di speleologi triestini venne organizzata dalla Commissione Grotte “Eugenio Boegan” della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del C.A.I. Nel corso della prima settimana di ricerche, in cui poté contare sull’appoggio del direttore delle Grotte di Castellana prof. Franco Anelli e sul contributo finanziario di alcuni enti locali, vennero esplorate e rilevate quattro grotte aprentisi nella zona Castellana - Conversano - Altamura, fra cui la allora famosa Grave di Faraualla (a quel tempo, con i suoi 256 metri di profondità, il maggior abisso dell’Italia Meridionale), che da sola portò via due giorni di lavoro. Una giornata venne pure dedicata alla visita delle Grotte di Castellana ed all’esplorazione e rilievo di una serie di pozzi — per un totale di 64 metri di profondità — aprentisi nei pressi del “Cavernone dei Monumenti”.
Durante la seconda settimana le ricerche furono spostate nella zona di Ostuni. Qui, grazie anche alla fattiva collaborazione del dott. Pietro De Laurentis, in pochi giorni di lavoro vennero esplorate e rilevate altre nove cavità di cui alcune (Grotta di San Michele presso Ceglie, Grotta di Sant’Angelo presso Ostuni) di rilevante interesse paletnologico e paleontologico. In qualche grotta per poter accedere ai vani più interni fu necessario procedere a lavori di disostruzione (Grotta della Cava presso Ostuni).
La cronaca delle varie fasi dell’esplorazione della Grave di Faraualla venne pubblicata su “Alpi Giulie” da M. Vianello (1); qualche anno più tardi Vianello e Tommasini davano alle stampe una relazione contenente i dati completi sul lavoro svolto, corredata dai rilievi delle grotte esplorate (2), mentre alcuni cenni sono stati dati da Finocchiaro (3).
2-7 agosto 1958
Su invito del prof. Michele Gortani, allora direttore dell’Istituto Italiano di Speleologia, viene effettuata da cinque uomini della Società Adriatica di Scienze Naturali e da due del Gruppo Speleologico San Giusto, una campagna di ricerche diretta dal prof. Walter Maucci. La zona presa in esame dalla spedizione — che ha potuto contare su di un contributo dell’Istituto Italiano di Speleologia e sull’appoggio del direttore delle Grotte di Castellana, Franco Anelli — è stata una fascia di 40 kmq situata a SE di Minervino Murge. In pochi giorni di lavoro è stato possibile esplorare e rilevare una decina di cavità (essenzialmente verticali, che sono poi state inserite nel catasto con i numeri 309 ÷ 320 Pu) ed eseguire il rilievo della Grotta di San Michele, 30 Pu. Un giorno è stato pure dedicato all’esplorazione e topografia di un sistema di pozzi a fondo cieco aprentisi al termine di un cunicolo che si diparte dalla parete destra della “Sala della Cupola”. La necessità di spostare la squadra in altre regioni per precedenti impegni esplorativi impediva di dedicare alle ricerche in zona il tempo che indubbiamente avrebbero meritato.
I risultati delle esplorazioni — descrizione delle grotte, rilievi, dati catastali — sono stati poi pubblicati dal Maucci in una dettagliata monografia (4).
2-14 settembre 1967
Spedizione speleo-archeologica della Commissione Grotte “E. Boegan”. Organizzata dal prof. Sante Tinè, si avvaleva dell’opera di sei uomini che1 hanno avuto il compito di esplorare compiutamente ed eseguire quindi un rilievo dettagliato della Grotta Scaloria, interessante cavità sede di una necropoli risalente a circa 4000 anni a.C. Considerata l’estrema importanza della cavità — dove qualche mese prima due speleologi locali avevano scoperto un nuovo ramo in cui si trovavano numerosissimi manufatti coevi alla necropoli — il rilievo di precisione venne eseguito con bussola da miniera e portò via cinque giorni di lavoro, mentre un’ulteriore giornata fu impiegata a scandagliare, con autorespiratori ad ossigeno, i laghetti finali.
Gli ultimi giorni della campagna furono dedicati alla documentazione fotografica dei reperti ed alle riprese di un filmato per le quali è stato necessario installare una linea elettrica a 220 volt, collegata con la linea esterna passante sopra la grotta.
Cenni sui lavori della Scaloria si trovano in Finocchiaro (5); la relazione sui lavori svolti, corredata dal rilievo della cavità, è stata pubblicata da E. Davanzo (6).
30 aprile - 9 maggio 1976
Prima campagna di ricerche speleologiche in Puglia del Gruppo Speleologico di San Giusto (che segue la presa di contatto avvenuta nel 1958 con la spedizione organizzata dall’Adriatica di Scienze). Vi prendono parte 11 uomini, sotto la direzione di G. Tarabocchia. Viene preso in esame il quadrilatero San Giovanni Rotondo - Monte S. Angelo - Cagnano Varano - Carpino, con ricerche geomorfologiche e speleologiche in senso stretto. Al termine delle esplorazioni risultano visitate e rilevate numerose cavità, di cui alcune di interesse preistorico.
8-20 agosto 1976
Seconda spedizione, sempre nella stessa zona, del Gruppo Speleologico San Giusto. Questa volta vi prendono parte, diretti da E. Clemente, cinque uomini. Obiettivo di questa tornata di lavori è il completamento delle ricerche iniziate il mese prima. Al termine delle campagne, infatti, risultano esplorate e rilevate una decina di cavità. Ricerche di carattere paletnologico e paleontologico sono state condotte, con risultati interessanti, alla Grotta Pippola, alla Grotta Grande e in località Principessa. Rilievi, osservazioni geomorfologiche e relazioni sono state integrate da un’esauriente documentazione fotografica.
Cenni sui risultati raggiunti nel corso delle due spedizioni sono stati pubblicati da A. Dini (7), mentre la relazione completa è stata presentata da G. Tarabocchia al XIII Congresso Nazionale di Speleologia tenutosi a Perugia nel 1978 (8).
Bibliografia
(1) VIANELLO M., 1956 — L’esplorazione della Grave di Faraualla. Alpi Giulie, 54: 34-37, Trieste 1956.
(2) VIANELLO M. - TOMMASINI T., 1965 — Per un contributo alla conoscenza delle aree carsiche italiane: la campagna speleologica della Commissione Grotte “E. Boegan” in Puglia. Rassegna Spel. It., 17 (4): 37-50, Como 1965.
(3) FINOCCHIARO C., 1965 — Attività della Commissione Grotte “E. Boegan” nell’Italia Centro Meridionale. Atti del VI Conv. di Spel. dell’Italia Centro Meridionale, Firenze nov. 1965: 9-13.
(4) MAUCCI W., 1958 — Campagna speleologica nelle Murge di Minervino (Puglia, agosto 1958). Actes du deuxième Congrès Int. de Spél., Bari ott. 1958, I vol., Castellana Grotte 1962: 233-244.
(5) FINOCCHIARO C., 1967 — L’attività della Commissione Grotte “E. Boegan”. Not. ai soci, suppl. di Alpi Giulie 1967 (3)
FINOCCHIARO C., 1967 — Attività della Commissione Grotte. Not. ai soci, suppl. di Alpi Giulie 1967 (4)
FINOCCHIARO C., 1968 — Relazione dell’attività della Commissione Grotte “E. Boegan” nell’anno 1967. Atti e Memorie, 7: 7-17 Trieste 1968.
(6) DAVANZO E., 1968 — La Grotta Scaloria. Alpi Giulie, 63: 54-58, Trieste 1968.
(7) DINI A., 1977 — Gruppo Speleologico San Giusto - Trieste. Atti del III Conv. di Spel. della Regione Friuli-Venezia Giulia, Gorizia nov. 1977: 9-13.
(8) TARABOCCHIA G., 1978 — Note geomorfologiche su alcuni fenomeni epi-ipogei del Gargano (Puglia) con appendice archeologica. Preprints del XIII Congr. Naz. di Spel., Perugia sett.-ott. 1978.
(*) Commissione Grotte “E. Boegan” - S.A.G./C.A.I. Trieste.
Trascrizione (OCR) dell’articolo pubblicato in Atti del 1° Convegno di Speleologia Pugliese, Castellana Grotte, 6-7 giugno 1981, pp. 309-312 — vedi l’indice completo in «Il primo Convegno Regionale di Speleologia pugliese».
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Nell’originale a stampa: “cha” (refuso). ↩︎