Uscita alla Grave Rotolo

15.03.2026

Data: 15 marzo 2026

Partecipanti: Domenico Camicia, Alessia Cerri, Claudio Marchitelli, Leo Piccolo

Gruppo: Gruppo Puglia Grotte

L’ultima uscita alla Grave Rotolo ci ha ricordato perché questo abisso incuta così tanto rispetto. Nonostante la conoscenza della cavità, le condizioni trovate domenica erano ai limiti della praticabilità sicura. A causa delle piogge insistenti di quest’anno, la grotta si è presentata in una veste “invernale” inedita: una patina di fango fluido rendeva ogni superficie saponata.

  • La progressione nel Meandro: la lunga forra-meandro è stata un calvario psicofisico. Ogni singolo passo doveva essere calcolato, incastrato o cercato in contrapposizione. In alcuni tratti in libera, la sensazione era quella di uno scivolone alla Scooby-Doo costante (citazione di Claudio). Non esagero dicendo che, in certi momenti, ho percepito ogni passo come se potesse essere l’ultimo.
  • La gestione del materiale: abbiamo trasportato una corda da 100 metri con l’intento di armare l’ultimo salto, ma si è rivelata un peso inutile ai fini della progressione: una volta giunti al Pozzo dei Veneti e constatato che l’armo era stato rimosso, la combinazione tra stanchezza, fango e la prospettiva di dover procedere con i multi-monti ci ha convinti a desistere. Ci siamo limitati ad affacciarci prima di intraprendere il ritorno, consapevoli che in quelle condizioni forzare la mano sarebbe stato un azzardo ingiustificato considerato che non conoscevamo bene la via per proseguire. Tuttavia, gestire un carico simile in un ambiente così precario è stato un ottimo, per quanto faticoso, esercizio di resistenza e logistica in ambiente ostile.

Note sulla squadra e sicurezza

Voglio fare un plauso alla squadra. Nonostante l’adrenalina a mille e la tensione che a tratti faceva tremare la voce, il gruppo è rimasto compatto e ha gestito l’ansia in modo eccellente: la capacità di leggersi a vicenda e restare vicini nei punti critici ha fatto la differenza, almeno per il sottoscritto.

Nota personale dello scrivente: la speleologia non deve essere per forza uno sport estremo “per pochi eletti”, ma un’attività scientifica e di esplorazione. Nelle condizioni attuali, la Grave Rotolo non è percorribile in sicurezza da chi non sia più che allenato. Manca qualche protezione nei punti chiave del meandro e, finché non verrà sistemato, il rischio di panico e scivolate resta troppo alto.

Conclusioni: mai più di inverno o dopo grandi piogge. La grotta è attrezzatissima per il soccorso (teleferiche di cavi d’acciaio e tutto il resto), ma l’obiettivo deve restare quello di non doverle mai usare.

Castellana Grotte, lì 17/03/2026
Domenico Camicia