«La Vite», Natale 1972: È nato il 7° Gruppo di Soccorso Speleologico

Gruppo Puglia Grotte, in «La Vite», numero unico castellanese, Natale 1972

La Vite («non la pianta, ma il cilindretto metallico») è un numero unico castellanese di Natale 1972, con gli auguri dell’Amministrazione Comunale, della Pro Loco e del Circolo Pivot. Il Gruppo Puglia Grotte vi pubblicò questo articolo, a un anno dalla fondazione, per spiegare ai concittadini cos’è la speleologia e dare notizia della costituzione del 7° Gruppo di Soccorso Speleologico. Vedi anche, nella stessa serie di pubblicazioni minori, il notiziario del Gruppo nel numero di Pasqua 1973.

Copertina de «La Vite», numero unico castellanese, Natale 1972

È nato il 7° Gruppo di Soccorso Speleologico

Chissà quante volte noi speleologi, sospesi ad una corda che si perde nel buio di un pozzo con le mani rese quasi insensibili dalla stanchezza o immersi fino alla vita nelle gelide acque di un lago sotterraneo, abbiamo promesso a noi stessi di farla finita con le grotte!

E altrettante volte, puntualmente, siamo ridiscesi la domenica successiva in questo mondo così diverso da quello esterno, lasciando sopra di noi il caldo tepore del sole, i colori dei fiori e dell’erba per tornare in questi luoghi ove gli unici colori, ravvivati dalle nostre lampade frontali, elettriche e ad acetilene, sono quelli freddi e viscidi delle concrezioni alabastrine o del fango: Perchè?

Perchè quest’ambiente sotterraneo così estraneo alla natura dell’uomo, che è l’antitesi quasi del mondo che gli è stato dato per vivere è parte integrante ormai di noi stessi.

Non sono certo motivi di prestigio e di successi che ci spingono a farlo, ma è forse la necessità di dimostrare a noi stessi, solo a noi stessi, che sappiamo vincere le nostre paure ed aver ragione della comoda alternativa di una vita che rifugga dal mettere a tacere il nostro spirito di avventura. E spiegare quest’ultime motivazioni davvero non si può.

Il mondo ipogeo mette poi a dura prova, nei momenti di maggiore tensione, senza peraltro avere nemmeno la consolazione di vedere attorno alle luce del sole, l’equilibrio psico-fisico dello speleologo.

Ma tutto ciò non deve indurre il lettore a credere che noi siamo degli aspiranti suicidi, il nostro è solo un rischio calcolato, moderne tecniche ed attrezzature vengono impiegate nell’esplorazione delle grotte.

Scalette con cavo d’acciaio, con spessore di 3 mm., e gradini in duralluminio, corde di sicura, chiodi da roccia e a pressione, freni meccanici, discensori e dressler, staffe e cordini per la discesa e la risalita su corde sono i nostri principali attrezzi.

Ad essi vanno aggiunte le varie tecniche che di questi mezzi si giovano. Ciò nonostante la possibilità di un incidente in grotta è sempre presente ed ecco che per queste malaugurate evenienze è stato creato il GRUPPO DI SOCCORSO SPELEOLOGICO, aggregato al CORPO NAZIONALE del SOCCORSO ALPINO, che anche grazie alla collaborazione dell’ARMA dei CARABINIERI, dell’AVIAZIONE MILITARE e dei VIGILI del FUOCO è in grado di portare prontamente aiuto agli speleologi infortunati o in difficoltà.

Per questo si impiegano sacchi da imbracamento per il ferito che si riporta in superficie, ove fosse impossibilitato a muoversi, grazie ad un ingegnoso sistema di freni meccanici, dressler e carrucole che costituiscono un efficiente e tascabile argano manuale.

Nell’Italia Meridionale è ora in via di costituzione il 7° GRUPPO di SOCCORSO SPELEOLOGICO di cui farà parte integrante il GRUPPO PUGLIA GROTTE, affiliato e riconosciuto dalla SOCIETA’ SPELEOLOGICA ITALIANA che riunisce tutti gli speleologi e i gruppi operanti in Italia, e che coprirà la Puglia, parte della Campania, la Basilicata e la Calabria.

Naturalmente il GRUPPO di SOCCORSO SPELEOLOGICO data l’alta specializzazione dei suoi componenti può prestarsi, ove l’aiuto esterno sia pure massiccio non può giungere, ad operazioni di soccorso civile e questo ci aiuta a non farci sentire avulsi dalla vita comunitaria e a non essere considerati una esigua frangia di snobisti sportivi.

Per concludere vorremmo però precisare che noi del GPG non limitiamo il nostro interesse al solo mondo sotterraneo, ma essendo, per via delle nostre domenicali scorribande sul territorio regionale, nei giorni di cosiddetto «riposo», costantemente a contatto anche con il paesaggio «esterno» e autodefinendoci «veri amanti della natura», vorremmo sensibilizzare un po’ tutti ad un maggiore rispetto per quello che costituisce il nostro patrimonio ecologico: gravine, boschi, montagne ecc.

Vorremmo cioè che tutti, tornando a casa dopo una gita, lasciassero alberi, fiori e piante così come le hanno trovate e facessero come noi che, per non guastare tutto ciò, ci riportiamo indietro nelle tasche e negli zaini, cartacce, pacchetti di sigarette vuoti, avanzi di spuntini ecc.

Anche questo, anzi soprattutto questo, deve essere la vera campagna ecologica che noi dobbiamo combattere affinchè vengano conservate, intatte quelle aree di verde che ancora ci assicurano la sopravvivenza.

Gruppo Puglia Grotte