Speleologi in azione. L'antica cisterna di via Bini su «Porta Grande»
Pino Pace, «Porta Grande», n. 197, 14 dicembre 2002
Breve articolo, in tre colonne, uscito su Porta Grande, storico periodico locale di Castellana-Grotte. Riferisce dell’esplorazione e del rilievo, da parte del Gruppo Puglia Grotte, di una cisterna d’acqua sotterranea venuta alla luce in via Bini dopo un cedimento del suolo. Il rilievo qui riprodotto è quello pubblicato con l’articolo; sulla stessa cavità si veda anche La Foggia di via Bini sul bollettino 2003.
Speleologi in azione
Un’antica cisterna dei Monaci Paolotti viene alla luce in prossimità di Parco della Rimembranza
A due anni esatti, era l'11 dicembre 2000, dal rinvenimento di un’antica galleria scoperta durante i lavori di scavo per l’interramento di un serbatoio nel cortile posteriore della scuola elementare Giacomo Tauro, una nuova cavità è venuta alla luce sabato 7 dicembre 2002 in via Bini, a poca distanza dalla precedente.
Come già allora si ipotizzava, il recente rinvenimento è strettamente attinente alla precedente scoperta: si tratta, infatti, di una capiente cisterna, misurante circa 15 metri di lunghezza e 5 di larghezza, con un’altezza di circa 5 metri, che riceveva l’acqua proveniente dai rilievi posti alle spalle della scuola elementare, canalizzata per mezzo della galleria scoperta nel 2000.
L’appartenenza dei due ritrovamenti a una medesima realizzazione è provata dai rilievi dei due manufatti, eseguiti dagli speleologi del Gruppo Puglia Grotte onlus di Castellana-Grotte, che hanno permesso di stabilire che la direzione nella quale si dirigeva la galleria, verso valle, è perfettamente coincidente con l’ubicazione della cisterna rinvenuta nei giorni scorsi, nella quale si è anche localizzato l’arrivo della condotta.
Nulla a che vedere, dunque, con gli antichi camminamenti che ancora oggi si immagina esistenti nella parte bassa della città, soprattutto intorno alla Chiesa di San Giuseppe, situata a largo Porta Grande.
Piuttosto si tratterebbe di una delle tante opere idrauliche realizzate dai monaci Paolotti che abitavano il vicino convento di San Francesco di Paola, la cui chiesa è conosciuta anche con il nome di San Giuseppe e di Santa Lucia.
Questi monaci, una volta edificati, tra il 1613 e il 1614, il convento e la chiesa, impiantarono nei terreni circostanti ampi orti.
Scrive, infatti, Michele Viterbo (Peucezio) nella sua opera postuma Castellana, la Contea di Conversano e l’Abazia di San Benedetto – III L’Era moderna, «Così erano sorti, un po’ alla volta, gli orti chiamati di San Sebastiano, dalla chiesa vicina che incorporò quel terreno (l’attuale Parco della Rimembranza) e lo circondò di muro. Rimasero in tal modo dall’una parte la “gravinella” e dall’altro i “gravaglioni”».
Questi inghiottitoi naturali, i gravaglioni, furono poi interrati dai monaci per farne pubbliche cisterne e per irrigare i propri orti, come scrive ancora Viterbo: «Le cisterne dissetavano, sì, la popolazione durante le frequenti siccità, ma servivano anche ad innaffiare gli orti e i giardini dei Paolotti. Ricordo, durante la mia infanzia, le lunghe teorie di donne, che vi andavano ad attingere acqua, talora torbida, quando il cielo era terso da mesi e il caldo asfissiante. Degli originari gravaglioni rimase scoperta solo una parte, quella circondante, verso Porta Grande, il nuovo convento: un dirupo sopravanzato all’opera di secolare colmatura, una specie di fossato naturale sul davanti dell’edificio e su cui era collocato un bel ponte levatoio. Ancora nella prima metà del secolo XIX questo ponte era visibile e i vecchi conosciuti nella mia adolescenza ne parlavano come di una singolarità locale.»
Ma probabilmente l’aver ostruito numerose vie di deflusso all’acqua piovana che scendeva verso il fondo della valle carsica di Castellana dalle alture circostanti, oltre ai disboscamenti che nel corso dei secoli avevano profondamente cambiato l’aspetto della zona, ancora nel secondo Ottocento è segnalata la presenza di estesi boschi intorno a Castellana, contribuì al verificarsi delle numerose alluvioni che il paese ricorda, prima che venisse realizzato, negli anni 1911-13, il Canalone che consentiva alle acque di raggiungere la voragine di San Jacopo, oltre la via per Monopoli.
Pino Pace
Il rilievo

Cisterna di via Bini, Castellana-Grotte (BA). Esplorazione: Gruppo Puglia Grotte. Rilievo: Domenico Sgobba, Vito Buongiorno. Disegno: Domenico Sgobba. Data del rilievo: 8 dicembre 2002.