Puglia Grotte 20°: numero unico per i vent'anni del Gruppo (1971-1991)
A cura del Gruppo Puglia Grotte, Castellana Grotte, novembre 1991
Numero unico di quattro pagine pubblicato per il ventennale del Gruppo Puglia Grotte (1971-1991), in occasione della serata del 16 novembre 1991 nella Sala consiliare del Palazzo di città di Castellana-Grotte, in cui fu presentata anche la rivista Puglia Grotte 1991 (vedi il Bollettino 1991). Contiene un articolo di Pino Pace sulla storia del Gruppo, un’intervista a più voci di Vito Mastrosimini e, sull’ultima pagina, l’invito alla serata. Del foglio a larga tiratura Puglia Grotte, citato nell’articolo di Pino Pace, è riportata l’edizione di marzo 1991.
Sono qui riportati i testi; le fotografie in bianco e nero, di qualità troppo scadente, e gli spazi pubblicitari delle pagine interne non sono stati riprodotti.

Strada facendo. Un diario di viaggio lungo vent’anni
Un diario di viaggio lungo vent’anni, parte, è ovvio, dal momento della costituzione del Gruppo Puglia Grotte, ad opera di 16 giovani speleologi che decidono il 16 novembre 1971 di fondare un gruppo speleologico tutto nuovo, tutto loro. Dalla prima grotta visitata la domenica successiva, alle maggiori cavità pugliesi, alle esplorazioni fuori regione e anche all’estero, inizia a dipanarsi l’attività del GPG.
Un’attività che ci vede, spesso nelle vesti di pionieri, ad affrontare e risolvere problemi nuovi, come la tecnica di progressione su sola corda, quindi senza più l’uso delle scalette, primi in Italia.
Attività esplorativa, ma non solo, anche didattica, informativa e di proposizione: proiezioni di audiovisivi nelle scuole e nelle associazioni, organizzazione di convegni e congressi, proposte finalizzate al varo di ordinamenti legislativi poi sfociati nella Legge Regionale per la Speleologia, fatta propria dalla Federazione Speleologica Pugliese, che nel frattempo si era costituita.
E veniamo ai corsi di speleologia che, a partire dal 1978, a sette anni dalla costituzione del gruppo, costituiscono uno degli aspetti più importanti dell’attività del GPG, e che in quest’autunno del 1991 sono giunti alla loro 13.ma edizione, con centinaia di giovani che nel corso di questi anni hanno conosciuto l’affascinante mondo sotterraneo.
Un gruppo, il nostro, partito con le sole proprie forze, ma che strada facendo ha trovato importanti aiuti per la realizzazione delle proprie finalità statutarie.
Un grazie quindi alle amministrazioni locali che ci hanno aiutato nel tempo a diventare più grandi, l’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte, la Provincia di Bari, la Regione Puglia, la Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana Grotte, soprattutto.
Memori del detto latino “Verba volant, scripta manent”, la nostra presenza si è manifestata anche nel settore editoriale curando la stampa dei nostri bollettini, degli Atti del XV Congresso Nazionale di Speleologia tenutosi a Castellana Grotte nel 1987 e di un foglio a larga tiratura “Puglia Grotte”, per farci conoscere anche al di fuori della cerchia speleologica.
La messa in cantiere del I Corso di Escursionismo “Trekking di Primavera” e la costituzione di una sezione trek all’interno del nostro gruppo, costituiscono l’ultima nota positiva in ordine di tempo, da annotare nel nostro diario di viaggio lungo vent’anni.
Per il futuro? Di preciso non lo sappiamo, ci penseremo strada facendo.
Pino Pace
Tanti auguri, GPG! Parlano i protagonisti del Gruppo Puglia Grotte
L’occasione della ricorrenza dei 20 anni dalla fondazione del Gruppo Puglia Grotte di Castellana, ci dà l’opportunità di conoscere più da vicino questa, ormai imponente, realtà associativa del nostro paese.
Molti sono stati i castellanesi che in qualche maniera sono venuti a contatto con questa affascinante disciplina, posta a metà tra lo sport e la scienza, e molti di essi ne sono rimasti affascinati tanto da entrare a far parte dell’ossatura portante del gruppo stesso. In questa occasione ci sembra almeno doveroso dare la parola a loro, agli speleologi, per cercare conoscere il loro mondo e le loro esplorazioni.
Iniziamo da Gianni Campanella, massima autorità della speleologia pugliese, infatti è presidente della Federazione Speleologica Pugliese, nonché Coordinatore Regionale delle Scuole di Speleologia e socio fondatore del Gruppo Puglia Grotte, nel lontano novembre 1971.
In cosa consiste l’attività speleologica pugliese?
«Tappa fondamentale per la speleologia in Puglia è stata la fondazione, nel 1976, della Federazione Speleologica, alla quale contribuirono la maggior parte dei gruppi regionali. Nel recente passato la Federazione ha contribuito alla realizzazione di quello strumento legislativo regionale, resosi allora indispensabile, che è la legge regionale in materia speleologica. Inoltre, importante è stato il contributo che la stessa Federazione ha dato per la realizzazione del Catasto Speleologico.
Ultimamente, abbiamo cercato di intensificare i rapporti con il mondo scientifico, creando una concreta collaborazione tra la Federazione e i dipartimenti di geologia e geo-fisica dell’Università di Bari. Collaborazione che ha reso possibile l’organizzazione del simposio internazionale sulle variazioni del paesaggio in area carsica, tenutosi in Puglia nel mese di settembre.»
E per il futuro?
«Alla Federazione è già pervenuta la richiesta, da parte dell’Università di Bari, per una collaborazione all’organizzazione del Congresso Internazionale di Geologia, che si terrà a Bari, nel 1994. Poi c’è la continuazione del Catasto il proseguimento, fondi permettendo, della pubblicazione della rivista della Federazione Speleologica Pugliese, «Itinerari Speleologici».»
La speleologia non è solamente esplorazione e avventura ma anche, e forse soprattutto, lavoro scientifico condotto a tavolino. Vincenzo Manghisi, socio del GPG, rappresenta questo altro lato della speleologia. Manghisi è autore di numerosi studi e di autorevoli pubblicazioni, ha portato a termine, tra l’altro, la bibliografia degli scritti speleologici pugliesi, iniziata da Franco Orofino. Ultimamente ha dato alle stampe un pregevole volume dal titolo “Grotte di Castellana - Cinquant’anni di storia e di immagini”, in cui, dopo una breve, ma esauriente storia delle esplorazioni, vi è una lunga serie di fotografie, che raccontano visivamente la storia delle nostre Grotte. A lui chiediamo di evidenziarci la differenza tra speleologia sportiva e speleologia scientifica.
«La speleologia è più conosciuta al grande pubblico sotto l’aspetto sportivo piuttosto che scientifico.
Infatti, vi sono essenzialmente due modi di fare speleologia, il primo si accontenta di vivere un’affascinante ed emozionante avventura da raccontare poi agli amici, il secondo cerca di scoprire continuamente i mille segreti racchiusi in ogni cavità, piccola o grande che sia. Quest’ultimo modo di fare speleologia è sicuramente più discreto, meno appariscente, ma certamente stabilisce un rapporto più intimo tra lo speleologo e la grotta. Gli studi geologici, morfologici, mineralogici, idrologici e faunistici, consentono di capire meglio la genesi di una cavità carsica e quindi anche di utilizzare le stesse informazioni ottenute, allorché ci si accinge allo studio di una nuova cavità appena scoperta, oppure quando si cerca di individuare in una cavità già nota, il punto esatto in cui essa dovrebbe proseguire. Le stesse Grotte di Castellana rivisitate sotto un aspetto più scientifico, sicuramente riveleranno, in un futuro molto prossimo, nuovi e suggestivi percorsi sotterranei.»
Una delle attività di maggior rilievo del Gruppo Puglia Grotte, consiste nell’organizzazione di corsi speleologici. Infatti, a Castellana ha sede una delle scuole di speleologia più rinomate della Puglia. Da quest’anno il direttore della scuola castellanese è Giuseppe Savino. Castellana, insieme ad altri 4-5 comuni della Puglia, è una delle scuole dove regolarmente si tengono corsi di speleologia.
Il successo in termini di iscrizione, fa sì che non sia necessario pubblicizzarli, in quanto, in poco tempo, si raggiunge il numero prefissato di allievi.
Nello svolgimento dei corsi, viene curato particolarmente il lato teorico, che permette agli allievi di apprendere nozioni basilari di geologia, topografia, chimica e di tecnica di progressione in grotta. Le lezioni pratiche, rappresentate da escursioni in gravine e visite di grotte, vengono eseguite da istruttori e aiuto-istruttori, riconosciuti dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, a affinché sia garantita la massima professionalità degli addetti, e l’estrema sicurezza per l’allievo.
Oltre ai corsi di speleologia, importantissimo ruolo svolge, all’interno del Gruppo, l’attività esplorativa vera e propria. Domenico Sgobba, uno degli uomini di punta delle squadre esplorative, ci racconta le ultime attività del Gruppo Puglia Grotte.
«Il bilancio del Gruppo, nel 1991, è senz’altro positivo. Le esplorazioni ci hanno visti impegnati su diversi fronti. Nelle Grotte di Castellana, e nel corridoio del deserto in particolare, abbiamo intrapreso ricerche sopra la volta. Queste, che tecnicamente si chiamano risalite, ci hanno permesso di scoprire un ramo parallelo al corridoio stesso, della lunghezza di 50 metri.
Poi, nelle campagne di Manduria, abbiamo completato l’esplorazione di una cavità rinvenuta in seguito allo scavo di un pozzo artesiano.
La cavità, di notevoli dimensioni (è profonda 62 metri e larga 10), ha la peculiarità di aprirsi, non nella comune roccia calcarea, bensì nella calcarenite, ossi il tufo.
Successivamente, tra luglio e agosto di quest’anno, abbiamo effettuato un campo esplorativo sui monti dell’Orsomarso (CS), coadiuvati nella ricerca da pastori del luogo, e abbiamo scoperto e catastato quattro nuove cavità.
Nella vicina Rutigliano, infine, in collaborazione con gli amici dell’Archeo Club, abbiamo disceso numerosi pozzi, tutt’ora utilizzati per l’approviggionamento idrico, alla ricerca di un acquedotto, presumibilmente Romano, la cui esistenza ci viene confermata da storici locali. Attualmente è stato scoperto un solo ramo secondario la cui fattura ci fa confermerbbe la tesi precedente.»
Notevole nel Gruppo Puglia Grotte è la componente femminile. A rappresentare le speleologhe, interviene Francesca Franzoso, insegnante di educazione fisica, facente parte del GPG dal lontano 1978 e da alcuni anni tesoriere del Gruppo.
Quali sono le difficoltà che una donna incontra nel fare speleologia?
Premetto che per affrontare questa disciplina una donna deve svolgere almeno un minimo di attività motoria, per avere forza nelle braccia e scioltezza nella gambe. In grotta non mancano le difficoltà dalle quali bisogna tirarsi fuori da sole, lasciando da parte panico e paure, tipiche del sesso femminile. Per quanto mi riguarda, devo dire che la speleologia mi ha dato sicurezza anche nella vita, perché se una donna affronta senza timore l’ignoto, potrà affrontare con altrettanta sicurezza i casi della vita.
Io invito le ragazze che intendono intraprendere questa attività, a farlo quanto prima, scrollandosi di dosso le paure verso il buio, gli insetti e il vuoto.
Lei è tesoriere del Gruppo, ma come si finanzia questa associazione?
«Principalmente il GPG si autofinanzia con il tesseramento, che con l’incremento continuo dei soci, ha raggiunto una discreta cifra. Per quanto riguarda gli enti istituzionali (Comune, Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana, Provincia, Regione) essi contribuiscono finanziariamente alle singole iniziative, che vanno dall’organizzazione di convegni o congressi alle pubblicazione di volumi di argomenti speleologici. Per quanto riguarda le quote d’iscrizione dei vari corsi, esse sono sufficienti a coprire solo le spese del corso stesso.»
Per concludere questo breve, ma speriamo esauriente, spaccato del Gruppo Puglia Grotte, interviene Simone Pinto, da poco meno di un anno Consigliere Nazionale della Società Speleologica Italiana avente sede a Bologna.
«Il Gruppo Puglia Grotte è fra i primi 3/4 gruppi speleologici italiani, non solo come numero di iscritti o per l’attività svolta, ma come disponibilità dimostrata a trattare problemi inerenti l’attività speleologica a livello nazionale. Il riferimento è anche alla organizzazione del XV Congresso Nazionale di Speleologia svoltosi a Castellana nel 1987, quale riconoscimento del ruolo che il GPG, da anni, ricopre nella speleologia nazionale.
Numerose altre occasioni di confronto tra cui il Congresso Nazionale di Budapest nel 1989, il XVI Congresso Nazionale di Udine nel 1990, si sono rivelate utili per dimostrare l’attitudine e la strategia del Gruppo Puglia Grotte a muoversi in ambito nazionale, con la mentalità “vincente” che ha contraddistinto la propria attività a livello locale.
Nel futuro della Speleologia Italiana vi è il riconoscimento giuridico della Società Speleologica e l’approvazione della Legge Quadro Nazionale. Anche in queste occasioni il ruolo dei rappresentanti del GPG non sarà di “basso profilo”.»
Vito Mastrosimini
L’invito alla serata del ventennale

Sabato 16 novembre 1991 ore 18,30, Palazzo di città - Sala consiliare, Castellana-Grotte. Il Gruppo Puglia Grotte racconta i suoi 20 anni. Nel corso della serata sarà effettuata una proiezione di diapositive illustranti l’attività del gruppo e verrà presentato «Puglia Grotte 1991», la rivista del GPG.